L’evoluzione della moneta nella Roma antica - IV parte: dai Severi a Romolo Augusto
L'articolo analizza la profonda crisi politica ed economica dell'Impero romano attraverso la trasformazione del suo sistema monetario.
A seguito dell'uccisione di Commodo e del breve e instabile regno di Pertinace e Didio Giuliano (193 d.C.), sale al potere Settimio Severo, il quale fonda l'autorità imperiale sul sostegno diretto dell'esercito. Per garantire la fedeltà delle legioni e finanziare le ingenti spese militari, Settimio Severo avvia una politica di aumento delle spese pubbliche sostenuta dall'incremento della produzione monetaria e dalla progressiva riduzione del contenuto di argento (svalutazione) nel denario.
Tale fenomeno riduce il valore intrinseco della valuta a fronte di un valore nominale invariato, alimentando il processo inflazionistico e la diminuzione del potere d'acquisto.
In questo contesto, la moneta assume un fondamentale ruolo di propaganda imperiale e strumento per il consenso politico e dinastico, celebrando la famiglia reale (come Giulia Domna, Caracalla e Geta).