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DSA e nuove tecnologie nell’apprendimento delle lingue straniere di Miriam Bertocchi

DSA e nuove tecnologie nell’apprendimento delle lingue straniere di Miriam Bertocchi

Come sottolinea la legge 170 del 2010, le tecnologie informatiche rappresentano un aiuto indispensabile e in taluni casi irrinunciabile per compensare il disturbo specifico di apprendimento. Tuttavia, se in alcune discipline l’utilità degli ausili può essere trascurabile, nella lezione di lingua straniera il ruolo delle glottotecnologie è primario e la loro funzione non può essere svolta da altri strumenti. L’impiego dei mezzi multimediali contribuisce a supportare, migliorare e incentivare l’apprendimento linguistico, favorendo un’acquisizione più rapida ed efficace della competenza comunicativa.

Vediamo quali sono gli strumenti tecnologici a disposizione dell’insegnante di lingue e utili alla glottodidattica, sottolineando i vantaggi e gli svantaggi che possono avere per l’alunno con DSA:

- la lavagna tradizionale è il supporto più sfruttato dai docenti, ma anche quello che causa maggiori problemi agli studenti con DSA, sia per la loro difficoltà a leggere in modo corretto e scorrevole ciò che viene scritto, sia per la loro lentezza nel copiare e trascrivere le informazioni dalla lavagna al quaderno. Al suo posto deve essere preferita la lavagna interattiva (LIM) e l’uso del libro in formato digitale, in sostituzione del libro in versione cartacea. Gli esercizi del libro digitale sono di carattere interattivo e richiedono, per esempio, la scelta della risposta esatta, il trascinamento di elementi linguistici nelle caselle appropriate, l’abbinamento di frasi o parole, tutte azioni effettuabili con un click del mouse. Questa modalità di lavoro, possibile anche in classe grazie alla LIM, è senza dubbio più motivante rispetto alla compilazione manuale del libro di testo. Il libro digitale può venire in aiuto dell’alunno anche nello studio dei vocaboli, perché consente di osservare la grafia delle parole, ascoltare la pronuncia corretta e, allo stesso tempo, vedere le immagini corrispondenti (gli oggetti della scuola, i cibi, i vestiti).

- il lettore CD è uno strumento ancora molto, forse troppo, sfruttato, soprattutto per lo svolgimento dei tradizionali esercizi di ascolto. L’abilità di ricezione orale, ovvero la capacità di comprendere un testo solo ascoltandolo, è poco sviluppata negli studenti di oggi, quotidianamente sollecitati da stimoli audiovisivi e poco abituati a concentrarsi su stimoli puramente uditivi. Anche in questo caso la LIM può fungere da ottimo sostituto, poiché, grazie all’unione di suoni e immagini, permette di coinvolgere più canali sensoriali e quindi di andare incontro a stili cognitivi diversi. Dato che per l’alunno dislessico è necessario dare maggiore importanza allo sviluppo delle abilità orali rispetto a quelle scritte, l’uso del materiale audio o audiovisivo potrà così essere potenziato.

- il lettore DVD, unito ad uno schermo o a un televisore, permette di lavorare in classe o a casa con film o produzioni video in lingua straniera. L’esposizione a un video non solo rende più efficace l’apprendimento linguistico, unendo all’ascolto la visione delle immagini e facilitando la comprensione dei significati, ma permette anche l’acquisizione di informazioni culturali e interculturali relative al paese di cui si studia la lingua. Per l’alunno DSA la visione di un video può essere un’esperienza positiva e motivante, perché basata essenzialmente sulla modalità visivo-uditiva e non sulla lettura della lingua scritta. Naturalmente film o sequenze video non dovranno essere mostrate con i sottotitoli, per evitare il sovraccarico di stimoli e lo spostamento dell’attenzione sullo scritto.

- il computer, insieme con internet, è oggi un ausilio irrinunciabile per l’apprendente di lingue straniere, a maggior ragione se il ragazzo ha un disturbo specifico dell’apprendimento. I mezzi informatici offrono infatti numerosissime possibilità di lavoro: l’ascolto di file audio (dialoghi, letture, libri parlati o testi letti dalla sintesi vocale); la visione di video e programmi televisivi in modalità online; l’uso della videoscrittura con correttore ortografico; la consultazione di risorse in formato digitale (dizionari, grammatiche); lo svolgimento di esercizi interattivi; la ricerca di informazioni o altri materiali in lingua (consultazione di siti informativi, blog, banche dati); la comunicazione con parlanti madrelingua (tramite social network, posta elettronica, forum e chat, o ambienti d’apprendimento virtuali). 


La scelta a favore di uno strumento tecnologico piuttosto che di un altro deve essere effettuata sulla base delle esigenze effettive degli alunni e del compito che essi devono svolgere. Una tecnologia difficile da utilizzare, che richiede sforzi cognitivi eccessivi o tempi troppo lunghi per la sua predisposizione, non è di alcuna utilità. Lo studente deve essere in grado di utilizzarla nel modo corretto e deve saperla sfruttare al meglio nella pratica quotidiana. Ciò significa che il docente deve di volta in volta valutare il grado di fruibilità di uno strumento e l’utilità che può avere nel contesto specifico.
 

Un altro punto fondamentale riguarda l’accettazione dello strumento da parte dello studente, che può decidere di non usarlo in classe per evitare di sentirsi diverso o in qualche modo avvantaggiato rispetto ai compagni. In questo caso sarà compito dell’insegnante non solo creare nel gruppo classe il clima adeguato per l’accettazione di tutte le diversità, ma eventualmente ideare compiti didattici che richiedano a tutti l’utilizzo dell’ausilio tecnologico.

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